Le mamme del bar

claudia   27 novembre 2015   Nessun commento su Le mamme del bar

Tempo fa, una famosa blogger spagnola, mamma, vip nel mondo del portare, imprenditrice e appartenente a vari gruppi su facebook scrisse un articolo sull’importanza delle reti sociali nel mondo della maternità. Se volete leggere l’articolo (in spagnolo) lo potete trovare qui http://blog.monitosyrisas.com/madres-monton-fulares/

Nell’articolo parla di come l’essere umano ha il bisogno innato d’appartenenza a un gruppo, a una tribù. Nei tempi delle nostre nonne, esisteva una comunità di madri e le conoscenze si tramandavano da madre a figlia, da comare a comare. Col passare degli anni quella comunità di madri è scomparsa poco a poco e ci ritroviamo a essere madri solitarie con mille articoli, blog, gruppi su internet dove documentarci e prendere informazioni. Nell’era moderna quelle tribù non esistono nel mondo reale e si creano nel mondo virtuale. Perché l’essere umano ne ha bisogno. Certe volte passiamo molto tempo col cellulare, la tablet o il pc, tempo che magari potremmo passare coi nostri figli, ma precisamente quel tempo che “perdiamo” con frivolezza in quei gruppi ci fa essere madri migliori. Quei gruppi ci permettono di alleggerire il peso che abbiamo sempre addosso, fare quattro chiacchiere con altre madri, ridere, scherzare, sfogarci…

Questo è un riassunto molto breve dell’essenza dell’articolo, che parla molto di più e in modo più esteso di tutto ciò.

DSC_2908-2Pure io sono di quelle mamme che fanno parte di quella tribù di mamme 2.0, sono entrata in vari gruppi di Facebook spagnoli, italiani, e internazionali in cui si parla del portare, di fasce, si compra, si vende, si scambia… Attraverso questi gruppi ho conosciuto mamme di tutto il mondo, che allattano, che danno biberon, che fanno autosvezzamento, svezzamento tradizionale, che dormono coi loro bimbi, che dormono nella propria stanza, che vaccinano, che non vaccinano, che hanno avuto il primo figlio ai 16 anni, e chi l’ha avuto ai 40, chi ha figlio unico, chi ne ha sei… Sembrerebbe che sono tutte mamme diverse, ma in realtà non è così. Ci sono molte cose in comune tra di loro. Sono tutte mamme, tutte fanno il meglio per i loro figli, a tutte piace riempire di baci e abbracci ai propri cuccioli, e tutte hanno voglia di fare quattro chiacchiere, scherzare e divertirsi. Sono tutte donne.

Ci sono molti gruppi a cui sono molto affezionata. Gruppi dai quali sono uscite fasce uniche che ci hanno unito, che ci hanno regalato poesie e amiche. Gruppi in cui ho scambiato fasce, ho conosciuto gente, ho aiutato e sono stata aiutata. Ci sono molti gruppi e alla fine le persone che girano spesso sono le stesse.  

La piazzetta mi ha fatto conoscere il bar, e il bar mi ha dato il natale. Solo altre 193 persone capiranno al 100% questa frase, e sono le persone a cui dedico quest’articolo, le persone che mi hanno veramente commosso e fatto scrivere queste righe.

Ora vi racconto una storia. Una storia di un gruppo di madri che si incontrano in un bar per parlare, bersi qualcosa, offrire un caffè o una birra alle altre madri e sfogarsi tra di loro. In questo bar ci si racconta di tutto. Del figlio che non ci ha fatto dormire perché con la febbre, del marito che non ci capisce, il primo giorno di scuola, il primo passo del nostro bimbo, si fa vedere le foto delle ultime vacanze, si spettegola della suocera, o si commenta l’ultima puntata di Walking Dead. Insomma, un bar. Solo che questo bar è un po particolare, dato che è frequentato solo da mamme e gestito da mamme. È un bar virtuale, non si spende niente, solo un po di tempo. Ma quello che si guadagna è impagabile.

Un giorno, alcune delle clienti del bar, decidettero fare un amico invisibile (come lo chiamano qui in Spagna) o secret santa (come lo chiamano nei paesi anglosassoni) tra le varie mamme, per darci un po d’allegria, conoscerci un po di più e avere un pensierino per ognuna di noi. Da quella piccola e innocente iniziativa, s’è creato un vincolo meraviglioso. Di colpo tutte quelle mamme sono diventate amiche, hanno cominciato ad aprirsi, a mandare messaggi parlando della loro personalità, di cosa gli piace fare, che musica ascoltano, qual’è il loro colore preferito, ad essere loro stesse. Non mamme, ma donne, ragazze, un po pazze, tutte divertenti, e tutte totalmente sincere tra di loro. Per ognuna di loro basta il pensiero, ma si sforzano al 100% per azzeccarci coi gusti della loro mamma assegnata, perché vogliono farla felice. Queste mamme hanno cominciato a conoscersi realmente tra di loro, creando un ambiente incredibilmente meraviglioso.

Per me, quest’anno, questa è la magia di Natale. Io sono una di quelle mamme e so, che un regalo di Natale già l’ho avuto, ed è la creazione di questa nuova tribù a cui appartengo.

DSC_2755-2E per aiutare un po alla mia natalina, voglio dire che anch’io sono un po matta. Ho la testa sempre a mille e ogni volta che dico che ho un’idea le persone attorno a me tremano. Sono una fanatica dei giochi da tavola, dei telefilm e dei film serie Z (ma pure dei film d’autore). Mi piace molto la fotografia, una delle mie passioni più recenti, ma sono fan pure dei puzzle (e li faccio sempre in modo caotico, non comincio mai dal bordo e non catalogo i pezzi), mi piace correre, pattinare e montare in monociclo. Sono stonatissima e non ho ritmo, ma mi diverto molto a ballare e cantare con Luca (a volte pure senza di lui). Mi piace cucinare ed inventare ricette, che non sono mai capace di ripetere perché non le segno e non me le ricordo. Sono una sbadata da ricovero, dimentico sempre qualcosa, e prima di uscire di casa devo controllare mille volte che ho le chiavi (e a volte le dimentico pure). Non so essere seria, mi piace troppo ridere.